Racconta una storia interessante, dicono alcuni, utilizza immagini irresistibili, dicono altri, ma qual è il metodo migliore per incuriosire e fare un buon marketing? Qualcuno ha voluto pensare fuori dagli schemi con il Maketing Sensoriale, una particolare declinazione del Neuromarketing.

Il Marketing Sensoriale è un tipo di marketing che coinvolge quanti più sensi possibile. L’idea è quella di una pubblicità che risvegli tutti e cinque i nostri sensi, per portarci ad un interesse e ad un’attrazione nei confronti del prodotto.

Come funziona il Marketing Sensoriale?

Il Marketing Sensoriale può essere efficace per tutti i beni di consumo, ma sarà più efficace quanti più sensi riuscirà a coinvolgere fra udito, vista, gusto, tatto e olfatto. Il marketing ha successo quando si basa sull’esperienza del cliente (UX), quindi l’obiettivo del marketing sensoriale è quello di rendere completa e totale l’esperienza del cliente. In questo modo è possibile distinguersi all’interno di un mondo di continue sovrastimolazioni.

Nel periodo del web 3.0, della pubblicità che diventa arte e dell’arte che diventa pubblicità, l’utente finale difficilmente prova interesse per una pubblicità. Come fare quindi a distinguersi in questo maremagnum? Esiste certamente la possibilità di fare un marketing non convenzionale, ma un’altra valida strada da percorrere è quella di dare al cliente una maggiore e migliore esperienza del nostro prodotto.

Esempi di Marketing Sensoriale

Dunkin Donuts ha utilizzato il marketing sensoriale in Corea del Sud, diffondendo un odore di caffè nell’aria e nelle strade mentre suonava il jingle aziendale. Se questo esempio ti suona un po’ troppo estremo per il tuo marchio, sappi che ci sono tantissimi modi per giocare sull’olfatto dei tuoi clienti. Due opzioni interessanti includono l’inserimento di annunci profumati nelle principali riviste o l’utilizzo di una fragranza specifica per il marchio nei tuoi negozi. L’olfatto, infatti, è un senso molto importante e potente in quanto gli odori piacevoli possono migliorare l’umore fino al 40%.

All’interno dei molti esempi di Marketing Sensoriale troviamo anche Tiffany, Versace, Apple: un artista francese ha rappresentato i marchi collegandoli all’alimentazione, per stimolare il senso del gusto in chiunque veda il brand.

Marketing Sensoriale e suono

Il suono accompagna la pubblicità da tempi remoti. Siamo negli anni ’20 del Novecento quando inizia a diffondersi la pubblicità accompagnata dal suono. In quegli anni, infatti, aveva avvio la diffusione della radio e quindi iniziarono ad esserci i primi messaggi pubblicitari con musica.

Il jingle nacque proprio in quegli anni, quando nel 1926 un gruppo a cappella chiamato Wheaties Quartet cantò una canzone per i cereali General Mills. Da allora cominciarono a diffondersi le pubblicità con musica cantata, più stimolanti, proprio perché coinvolgevano l’udito.

Perché funziona il Marketing Sensoriale?

Il Marketing Sensoriale viene utilizzato spessissimo e da moltissimo tempo. Ogni giorno siamo circondati da esempi di Marketing Sensoriale quasi impercettibili. La sola stimolazione visiva è infatti poco efficace nella pubblicità e non sempre è sufficiente.

L’esperto di marketing Martin Lindstrom e la neuroscienziata Gemma Calvert hanno dato vita ad alcuni esperimenti su una base composta da centinaia di volontari. L’obiettivo? Eseguire esperimenti sulla percezione con un macchinario di Risonanza Magnetica Funzionale (fRMI).

L’esperimento: Ai canditati vennero mostrate marche famose come Coca-Cola, Dove e Johnson & Johnson unite ad immagini di associazione, come un bicchiere ghiacciato di bevanda Coca-Cola. In seguito hanno sottoposto i candidati ad una serie di esperimenti su  fragranze olfattive associate ai diversi marchi. Infine hanno mostrato in contemporanea immagini e sottoposto la fragranza chiedendo un giudizio di volta in volta ai candidati.

Il risultato: i candidati mostravano un giudizio maggiormente positivo riguardo le immagini combinate alle fragranze. Ma a sorprendere maggiormente sono stati i risultati dati dalla risonanza magnetica: l’odore di un prodotto permetteva di attivare nel cervello una serie di emozioni paragonabili a quelle attivate dalla vista e permetteva al candidato di immaginare immediatamente il logo del marchio. La ragione di questi feedback del nostro cervello sono i neuroni specchio, che hanno un’incredibile efficacia nella persuasione visiva, olfattiva e uditiva.

marketing sensoriale

Vista e Marketing Sensoriale

Il marketing sensoriale può dare uno scossone anche attraverso il connubio di vista e tatto. A volte può bastare davvero poco per stupire. Ad esempio Coca-Cola ha deciso di lasciare tutti a bocca aperta con una semplice cannuccia. Inserendo una cannuccia materica all’interno dei cartelloni pubblicitari, la Coca-Cola ha lasciato letteralmente di stucco tutta Toronto.

Lo stupore, qui, gioca sulla fisicità di un elemento che rompe la bidimensionalità a cui siamo abituati.

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