Annosa questione posta a tutti coloro che si occupano di Search Engine: per il posizionamento SEO è influente l’utilizzo di keywords singolari o plurali? La risposta indiscutibile è arrivata direttamente da John Muller di Google che ha sfatato uno dei più grandi punti interrogativi legati da sempre al posizionamento SEO.

Keywords singolari o plurali? Perché cambia il posizionamento SEO

John Muller, Senior Webmaster di Google, ha rilasciato dichiarazioni dirimenti circa l’annosa questione legata all’utilizzo di keywords singolari o plurali nel posizionamento SEO.

Mueller ha condiviso una risposta circa l’algoritmo di Google spiegando che il celebre motore di ricerca percepisce plurali e singolari sì come sinonimi, ma differenti per quanto concerne il posizionamento:

“… vedremo quelle parole come diverse … E quando le vediamo leggermente diverse, allora potremmo pensare che l’una o l’altra di queste pagine abbia più ragione di essere mostrata all’utente.

Quindi, di solito, di fronte al singolare e plurale, riconosciamo che sono sinonimi, più o meno. Ma riconosciamo anche che forse c’è qualcosa di unico nell’uno o nell’altro. Ad esempio, se stai cercando un plurale, forse stai cercando un elenco o una pagina di confronto o forse una pagina di categorie di diversi tipi di questi prodotti. Quindi è qualcosa di cui i nostri sistemi cercano di tenerne conto e può comportare risultati leggermente diversi per l’uno o l’altro”.

A questo punto la domanda di un cliente potrebbe sorgere spontanea: sfrutto un posizionamento SEO basato su keywords singolari o plurali? La risposta è che dipende dall’utente che si desidera attirare. In un’ottica di lead generation le parole plurali e singolari digitate su Google possono avere intenti di ricerca abbastanza differenti. Perciò spostiamoci sull’analisi dell’user search intent.

Uso parole singolari o plurali su Google?

L’obiettivo di Google è quello di soddisfare le ricerche dell’utente e quindi cercherà di interpretare lo user intent che spinge l’utente a fare una determinata ricerca sul motore. L’intento di ricerca può essere di differenti tipi:

  • Navigazionale
  • Informazionale
  • Transazionale
  • Indagine Commerciale

Le keywords plurali vengono solitamente sfruttate maggiormente da chi è ancora in una fase iniziale del processo decisionale. Poniamo un esempio specifico: Paolo sta cercando un pacchetto per una vacanza in Olanda. Digiterà su Google primariamente “pacchetti vacanze Olanda”, tramite una cosiddetta indagine commerciale preliminare. Solamente in un secondo momento, dopo aver navigato fra i siti e scoperto ulteriori dettagli relativi alla propria vacanza, Paolo andrà ad inserire singolari con query più complesse come “pacchetto vacanza Olanda luglio” oppure ricercando un pacchetto già visto specifico con query come “Pacchetto vacanza Olanda luglio trivago”.

Per questa ragione la strategia migliore è creare pagine di atterraggio differenti per utenti con esigenze differenti. La pagina posizionata sui plurali potrà dare una panoramica di tutti i pacchetti vacanze per l’Olanda disponibili in un’agenzia di viaggi, connessa con una pagina linkata, al singolare, per ciascun pacchetto e posizionata su keywords attinenti, ma specifiche per la conversione finale del cliente.

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